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Acmid-Donna Onlus ha partecipato al progetto "Diverstià = Valore"

acmid-donna
Caso di stalking via Facebook: arrestato un catanese PDF Stampa E-mail

La cronaca riporta spesso episodi di molestie contro le donne o di comportamenti ossessivi di ex mariti e fidanzati nei confronti delle compagne, spesso minacciate, perseguitare e intimorite se non vittime di violenza. Il comportamento persecutorio reiterato, che causa nella vittima uno stato di paura, tensione e a volte le impedisce perfino di svolgere le sue normali attività, prende il nome di “stalking”, persecuzione appunto.

Queste vessazioni sono riconosciute un po’ in tutta Europa come un reato e dall’anno scorso vale lo stesso per l’Italia che ha previsto pene severe per gli stalker, i quali di solito si servono di telefonate intimidatorie e appostamenti per mettere sotto pressione le proprie vittime.

Ma nell’era di internet anche il web può offrire al fidanzato furioso un mezzo per diffamare e vessare l’ex compagna che non vuole più saperne di lui. E’ quanto accaduto recentemente a Catania, dove un incensurato di trentotto anni è stato arrestato con l’accusa di stalking dopo essere stato colto in flagranza di reato.

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La foto di Aisha PDF Stampa E-mail
Time mette in copertina una ragazza di 18 anni che per esser fuggita dal marito ha avuto il viso mutilato

 

Aisha, una ragazza afghana di 18 anni, non ne poteva più delle percosse del marito e del maltrattamento dei suoi suoceri, che la trattavano come una schiava. Un giorno decise di farsi coraggio e cercò di fuggire di casa, ma fu rapidamente rintracciata dai familiari e condannata da un irremovibile comandante dei talebani. Mentre il cognato le teneva fermo il capo, il marito estrasse un coltello per asportarle naso e orecchie.

L’immagine del volto mutilato di Aisha è sulla copertina di questa settimana di Time. La rivista ha deciso di pubblicare un ritratto della donna per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’attuale condizione delle donne in Afghanistan a quasi nove anni dall’inizio della guerra e, come dice il titolo, porre la questione di “Che cosa succede se andiamo via dall’Afghanistan”.

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Una famiglia su sei ha un fucile in casa. La senatrice Adamo ad Affari: "Dieci milioni di armi e pochi controlli" PDF Stampa E-mail

"Quante altre giovani donne, mogli o fidanzate, ancora devono morire? Quanti vicini di casa devono perdere la vita per squallide liti o quanti semplici passanti occasionali devono subire momenti di follia altrui per convincerci che l'attuale normativa così non va?" La Senatrice del Pd, Marilena Adamo, sceglie Affaritaliani per commentare i casi di violenza di questi ultimi giorni e la facilità con cui il porto d'armi viene rilasciato in Italia.

"La normativa sulla concessione e sul rinnovo del porto d'armi va rivista. Per quello ho posto all'attenzione del Senato il Ddl. Anche nell’ultimo caso in provincia di Lucca, tre vittime, l’omicida aveva la licenza per la detenzione dell'arma che ha usato per uccidere. Anche in questo caso come in tanti, troppi precedenti, era da tempo in cura ai servizi psichiatrici. Questo circolo vizioso per cui i medici non sanno chi detiene armi e le istituzioni che rilasciano i permessi non sanno chi ha disturbi psichiatrici, deve essere spezzato. E’ tempo che il Parlamento dia una risposta ai parenti delle vittime e affronti responsabilmente la questione: questo sì sarebbe un vero contributo alla sicurezza dei cittadini, al di là dei facili slogan securitari di certa parte della maggioranza".

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Violenza sulle donneIn 8 casi su 10il pericolo è in casa PDF Stampa E-mail
Il vero incubo per le donne è in casa, tra le persone che dicono di amarle. Non fuori, tra gli sconosciuti. L’80% viene molesta da compagni o ex.

 

Ogni cinque donne violentate nel 2009 che hanno chiesto aiuto a Telefono Rosa, quattro sono state molestate dal loro compagno o ex compagno. Mentre solo una su 100 è stata aggredita da uno sconosciuto. Ancora una volta il luogo comune secondo cui i maggiori pericoli per le donne si trovino in strada viene a cadere.

E il numero di violenze subite in famiglia “non diminuisce” rispetto agli anni passati, anzi “riesce ad emergere di più”. Basti pensare “la legge sullo stalking ha permesso l’aumento delle denunce del 4%, dal 46% al 50%”.

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STALKING:TELEFONO ROSA, E' 50% VIOLENZE IN 2009 +4% SU 2008 PDF Stampa E-mail

ROMA - La meta' delle violenze subite e denunciate dalle donne nel 2009 rientra nel reato di stalking. Erano il 46% nel 2008. L'aumento fino al 50% (+4% in un anno) e' stato misurato dalla ricerca ''Le voci segrete della violenza'', presentata oggi a Roma da Swg e dall'Osservatorio del Telefono Rosa.

L'associazione ha preso in esame 1.782 casi di violenze nel 2009. Di questi, il 6% riguardava atti persecutori. Ma a subire lo stalking - osserva la presidente dell'associazione Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli - sono state anche altre donne, vittime di minacce, violenza psicologica, economica o di atti molesti a carattere sessuale.

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Accoglienza a lungo termine per donne e bambini in Bielorussia PDF Stampa E-mail
Il Villaggio SOS di Mogilev, in Bielorussia, sta avendo un grande impatto nel paese grazie al progetto di accoglienza per le donne rimaste vittime di violenza domestica.

 

Le case famiglia dedicate all’accoglienza di bambini sono 11, mentre le case destinate al Programma di Rafforzamento Famigliare sono 2. Nella prima vengono accolte le ragazze madri che non hanno nessuno a cui chiedere aiuto, colpite da problemi finanziari o sociali e senza le capacità genitoriali necessarie per crescere i propri figli. Nella seconda il Villaggio SOS di Mogilev ospita i bambini e le donne vittime di violenza domestica.

Le donne vittime di violenza domestica rimangono nel Villaggio SOS per un periodo di 3 mesi, utile a trovare una soluzione più appropriata al loro caso, ma se necessario possono rimanere per un periodo più lungo. Le ragazze madri vengono accolte anche per più di un anno, poiché quando il bambino è ancora piccolo, hanno maggiori difficoltà a trovare un lavoro e un asilo nido.

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UMBRIA/STUPRI: ROSI (PDL), ISTITUZIONI AL FIANCO VITTIME PDF Stampa E-mail

Perugia - ''Dovremmo far capire che le istituzioni sono dalla parte delle vittime che le vogliono tutelare. Mi battero' al fianco del ministro delle pari opportunita' Mara Carfagna e dei cittadini affinche' vengano rintrodotte misure cautelari nei confronti di chi commette il reato di stupro.

 Il mio impegno nella Regione sara' anche quello di promuovere all'interno di essa corsi di formazione per il personale di base delle forze dell'ordine; corsi da fare nelle scuole per rendere i bambini consapevoli dei propri diritti; informazione che vadano a consolidare percorsi gia' esistenti; campagne di informazione''.

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Violenze record, Sos volontari PDF Stampa E-mail

Uomini che odiano le donne. Picchiate, ferite e umiliate da mariti e fidanzati. Vittime di violenze fisiche, prima ancora che psicologiche. Molestie a cui gli stessi figli sono spesso costretti ad assistere.

 

 IL SERVIZIO. In tre anni lo "Sportello donna - rete dell'aiuto" ha trattato ben 280 casi. Una psicologa e una volontaria lavorano due giorni alla settimana ma, oltre a loro, è sempre attivo anche un call center che riceve la prima richiesta d'aiuto. Un filtro che è subito in grado di indirizzare chi si trova in difficoltà all'ente, associazione o sportello più competente.

Ora, però, il servizio offerto sembra non bastare più: difficile dire se ad essere aumentati siano i casi di violenza (non dimentichiamo che si tratta pur sempre della punta di un iceberg perché, come la stessa responsabile dello sportello Federica Frison ha sottolineato «solo una minima parte dei casi vengono denunciati») o se la mole di lavoro sia cresciuta perché il servizio è sempre più conosciuto in città.

Di certo, con nuovi operatori, potranno essere garantite fasce più ampie di orario e, di conseguenza, un sostegno più capillare in tutto il territorio.

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"Perché tanta violenza sulle donne?": dibattito in piazza PDF Stampa E-mail
Appuntamento lunedì 26 alle 21 a Rosignano. La psicoterapeuta e sessuologa Fiorella Chiappi: "Troppi casi di gelosia estrema, possessività, intolleranza nei confronti dell'abbandono... da cosa dipende?"

 

Rosignano (Livorno) - 'Riflessioni sul riacutizzarsi dei fenomeni di violenza sulle donne'. Questo il titolo della conferenza, organizzata dalla Commissione Pari Opportunità, che si terrà lunedì 26 luglio a partire dalle 21 in Piazzetta del Castello a Marittimo.

Interverranno Maria Teresa Sposito, assessore provinciale Pari Opportunità, e la dottoressa Fiorella Chiappi, psicoterapeuta e sessuologa. Saranno presenti la referente della commissione Pari Opportunità Lucia Croce ed il vicesindaco Lilia Benini. "Sui giornali e sui telegiornali — scrive la Chiappi a proposito della conferenza — i casi di violenza maschile contro le donne sono in progressivo aumento.

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Stalking, vittime soprattutto le donne PDF Stampa E-mail

Negli ultimi tempi tra i tanti tipi di violenze e molestie, sentiamo spesso nominare il termine stalking. In inglese questa parola vuol dire molestia morbosa, assillante, fino alla violenza ed è considerato un reato vero e proprio dal 23 febbraio 2009, punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

Pensate che dall’entrata in vigore della legge sono oltre 7mila le denunce per stalking e 1200 circa gli arresti. Ma scopriamo meglio di cosa si tratta, perché le vittime siamo soprattutto noi donne.

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Violenze su donne Un milione di euro per case-rifugio PDF Stampa E-mail
REGIONE. Tra gli obiettivi non separare le mamme dai bambini Finanziamenti per i Comuni che hanno strutture L'assessore: «Siamo i quarti in Italia per numero di denunce, ma i primi nel rompere il silenzio»

 

VENEZIA - La violenza comincia in famiglia. Paradossalmente nel luogo che dovrebbe essere più sicuro: tra le mura di casa. E le vittime sono ancora una volta le donne e i loro bambini. Il Veneto vanta un "triste" primato: è la quarta regione per numero di denunce su scala nazionale. Ma è anche capofila negli interventi per arginare un fenomeno in drammatico aumento.

«È vero - ammette l'assessore veneto all'economia con delega alle politiche di genere, Maria Luisa Coppola - abbiamo il triste primato di essere al quarto posto in Italia; ma vantiamo anche il primato di donne che rompono il silenzio e denunciano le violenze».

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CAMERA: ALLE 15 QUESTION TIME CON MINISTRI CARFAGNA, FAZIO, ALFANO, VITO PDF Stampa E-mail

Roma - Si svolgera' oggi, mercoledi' 21 luglio 2010 alle 15.00, il Question Time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio.

Il ministro per le Pari opportunita', Mara Carfagna, rispondera' ad un'interrogazione sulle iniziative per la piena applicazione della disciplina in materia di atti persecutori e per l'attuazione del piano nazionale contro la violenza alle donne previsto dalla legge finanziaria per il 2008.

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EST - Afghanistan, dalla sicurezza alle donne: il testo della Conferenza PDF Stampa E-mail
Via libera dei donatori al piano di reintegrazione dei ribelli, alla gestione degli aiuti internazionali

 

Roma - Dalla responsabilità della sicurezza alla tutela delle donne, dal piano di riconciliazione alla gestione degli aiuti internazionali. I delegati della Conferenza di Kabul hanno dato il via li...

Nel documento si fa poi riferimento alla tutela dei diritti delle donne, altro tema centrale della Conferenza di Kabul. Sottolineata la “centralità dei diritti delle donne”, il g...

Altro tema centrale è quello della riconciliazione e reintegrazione di ribelli che militano nelle fila dell’insorgenza. I donatori hanno approvato, in via di principio, gli sforzi di K...

 

 

Fonte: il velino
 
Quanta violenza sulle ragazze e le donne con disabilità! PDF Stampa E-mail
Per restare alla sola Europa, circa il 40% delle donne con disabilità - secondo le statistiche ufficiali - subirebbe o avrebbe subìto una qualche forma di violenza, e tuttavia secondo esperti come Ana Peláez, responsabile del Comitato Donne dell'European Disability Forum, la percentuale reale sarebbe anche maggiore. Secondo la stessa Peláez, per riuscire realmente a combattere questa grave situazione, si dovrà fare in modo che le politiche sulla disabilità comprendano le questioni di genere, così come - viceversa - le politiche di genere dovranno tenere conto delle tematiche relative alla disabilità. «Solo così - ha dichiarato dinanzi all'Intergruppo sulla Disabilità del Parlamento Europeo - potremo garantire la reale parità e la non discriminazione delle ragazze e delle donne con disabilità»

 

Il Consiglio Europeo valuta che circa il 40% delle donne con disabilità subisca o abbia subìto una qualche forma di violenza e tuttavia, secondo Ana Peláez, responsabile del Comitato Donne dell'EDF (European Disability Forum), la percentuale sarebbe molto maggiore di quanto rilevato da tali statistiche.

Peláez - che fa anche parte del Consiglio Direttivo dell'European Women's Lobby ("Lobby Europea delle Donne") - lo ha dichiarato nel corso della sua relazione sulla violenza di genere nei confronti delle ragazze e delle donne con disabilità, tenuta dinanzi all'Intergruppo sulla Disabilità del Parlamento Europeo.

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