A SANAA
Era scuro il bosco, quel giorno?
Non lo posso sapere,
immaginare lo schianto
di quella lama fredda
a tranciarti le vene del collo.
Una lama di padre.
La lama di dio.
Era scuro il bosco, quel giorno?
Non lo posso sapere,
immaginare i tuoi occhi
spalancati. Terrore e morte.
Avrà gridato il nome di dio
quel padre? Tuo padre.
Mentre ti macellava
nel nome di Allah.
Il clemente, il misericordioso.
Avrà riso di gioia, quel padre
(tuo padre)
mentre le arterie del collo
squarciate schizzavano
sangue e vita? La tua vita.
Avrà chiesto complicità
a quel dio muto perso
nell’altrove del cielo?
Sei povera cosa, Sanaa,
che non portavi il velo,
non chinavi il capo,
semplicemente amavi.
Nemmeno tua madre
(povera madre piegata)
ti dona, ora, un sorriso,
una parola. La pietà.
Era scuro il bosco quel giorno?
Scuro,buio,mortale
come tutte le morti in nome
di quell’assurdo dio
che sta là, nell’altrove di stelle
e distratto gira la testa
per non vedere, non sentire
il fetore di morte di coloro
che parlano in nome suo,
quel nome che noi
abbiamo dimenticato.
Scritta da Anser