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Acmid-Donna Onlus ha partecipato al progetto "Diverstià = Valore"

Violenze record, Sos volontari PDF Stampa E-mail
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Uomini che odiano le donne. Picchiate, ferite e umiliate da mariti e fidanzati. Vittime di violenze fisiche, prima ancora che psicologiche. Molestie a cui gli stessi figli sono spesso costretti ad assistere.

 

 IL SERVIZIO. In tre anni lo "Sportello donna - rete dell'aiuto" ha trattato ben 280 casi. Una psicologa e una volontaria lavorano due giorni alla settimana ma, oltre a loro, è sempre attivo anche un call center che riceve la prima richiesta d'aiuto. Un filtro che è subito in grado di indirizzare chi si trova in difficoltà all'ente, associazione o sportello più competente.

Ora, però, il servizio offerto sembra non bastare più: difficile dire se ad essere aumentati siano i casi di violenza (non dimentichiamo che si tratta pur sempre della punta di un iceberg perché, come la stessa responsabile dello sportello Federica Frison ha sottolineato «solo una minima parte dei casi vengono denunciati») o se la mole di lavoro sia cresciuta perché il servizio è sempre più conosciuto in città.

Di certo, con nuovi operatori, potranno essere garantite fasce più ampie di orario e, di conseguenza, un sostegno più capillare in tutto il territorio.

 

LA RICERCA. «Da qui la decisione - ha considerato il consigliere con delega alle pari opportunità Cristina Balbi - di proporre un avviso per la ricerca di psicologi e assistenti sociali volontari, per i quali è previsto un corso di formazione di 18 ore i cui costi sono stati sostenuti dal Comune.

Il ciclo sarà condotto da docenti del centro antiviolenza di Mestre, con il quale siamo in collaborazione, del Comune e dell'Ulss». Il servizio prestato richiede un impegno medio di circa 6-8 ore settimanali per un periodo non inferiore a 6 mesi continuativi alla fine del quale verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso e dell'attività svolta allo sportello.

«L'aumento che abbiamo registrato - hanno spiegato il direttore del distretto socio-sanitario Giuseppe Iannacci e la psicologa Federica Frison - non riguarda, purtroppo, solo il numero di domande, ma anche la gravità degli episodi.

Per questo abbiamo cercato di creare una vera e propria rete, mettendo a punto un servizio che accompagni le vittime in tutto il percorso, con indicazioni di tipo giuridico, segnalazioni ai serivizi sociali o alle forze dell'ordine, accompagnamento durante l'iter separativo e, in alcuni casi, l'allontanament urgente».

 

I CASI. Solo raramente (nell'1% dei casi) le violenze sono isolate. Generalmente si tratta di episodi ripetuti di cui si rende colpevole il partner. Le fasce più a rischio sono dai 26 ai 35 anni (26%) e fino ai 50 (42%).

Generalmente si tratta di donne con figli, che hanno un'occupazione (64%) che tuttavia non garantisce loro un'indipendenza dal punto di vista economico e, quindi, rende più difficile una separazione.

 

LE DOMANDE. I candidati dovranno presentare domanda scritta all'ufficio pari opportunità del Comune, in corso Palladio, entro il 2 settembre. L'invio della documentazione richiesta potrà avvenire anche tramite fax (0444221418) o per posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

 

 

Fonte: il giornale di vicenza
 
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