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Impone velo alla moglie per nascondere violenze, arrestato PDF Stampa E-mail
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La donna lo ha denunciato trovando il coraggio di fuggire a soprusi

 

PADOVA - Imponeva di indossare il velo alla moglie per nascondere il lividi in faccia causati dalle continue sevizie un tunisino arrestato a Torino dalla squadra mobile di Padova.

La donna aveva dovuto sposare l'uomo per volontà della famiglia, in Italia viveva praticamente reclusa, doveva indossare il velo anche se usciva sul poggiolo di casa per coprire i segni delle percosse ed era costretta a subire la volontà sessuale del marito.

Qualsiasi tentativo di integrazione sociale da parte della moglie veniva ritenuto dall'immigrato come un atto di ribellione alle sue decisioni e lo soffocava con violenze e soprusi.

La donna, nonostante si trovasse in Italia da anni, non conosceva l'italiano ma ha trovato comunque la forza di denunciare i fatti alla Polizia di Stato.

Gli agenti della Squadra mobile di Padova, specializzati nel raccogliere le difficili testimonianze di donne vittime di violenze, sono riusciti a mettere insieme gli elementi necessari che hanno portato la magistratura euganea ad emettere un provvedimento restrittivo nei confronti dell'uomo, rintracciato a Torino con la collaborazione della squadra mobile del capoluogo piemontese.

 

SPOSATI PER PROCURA - La giovane tunisina di 25 anni aveva dovuto sposarsi per procura. L' uomo, Mounir Ibrahim, 35 anni, domiciliato a Padova ma residente a Torino, è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale continuata e lesioni personali aggravate.

La ragazza era diventata sua moglie due anni fa in Tunisia, ma il giorno delle nozze Ibrahim non era accanto alla sua giovane sposa.

Dopo le nozze per procura, lei lo aveva raggiunto a Padova dove si era trasferito per stare accanto al fratello. Fin dall'inizio della convivenza, l'uomo le aveva imposto le sue regole, vietando alla moglie di imparare l'italiano e di fare amicizia, costringendola a stare chiusa in casa.

Ogni 'violazione' delle regole era considerata un atto di 'lesa maesta' che Ibrahim puniva con violenza ed è arrivato a malmenarla perché era uscita sul terrazzo a stendere il bucato senza coprirsi la testa e il volto.

Secondo quanto ha ricostruito la polizia, sono stati due anni di inferno per la giovane tunisina, segnati da continue sevizie, aggressioni e violenze sessuali. Per tre volte è finita anche in ospedale, ma senza mai trovare il coraggio di denunciare i reali motivi delle contusioni sul viso e sul corpo.

Il marito, preoccupato che qualcuno potesse vedere i segni delle percosse, la obbligava a coprirsi con il velo ogni volta che metteva piede fuori dalle mura domestiche, perfino quando si affacciava sul terrazzo.

E' stata una signora italiana conosciuta in un supermercato a prendersi cura della giovane tunisina segnalando il suo caso ad un'associazione di donne, che a sua volta ha informato la polizia.

 

 

Fonte: Ansa
 



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