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Congo, 248 donne violentate in Est-Kivu |
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Da soldati in fuga guidati da ufficiale
(ANSA) - NAKIELE (RDCONGO) - Circa 248 donne hanno denunciato di essere state violentate tra il 10 e il 13 giugno da alcuni soldati in fuga guidati da un colonnello ad Abala, Kanguli e Nakiele nella provincia del Sud-Kivu (nell'est del Paese) nella Repubblica democratica del Congo (Rdc).
Lo rende noto un conteggio dell'Afp che cita fonti mediche sul luogo. |
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Uganda, le donne combattono per i diritti |
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Un rapporto di Human Rights Watch descrive gli abusi sessuali di cui sono vittime le donne disabili dell'Uganda del Nord - Le donne con disabilità nel nord dell'Uganda vanno incontro a episodi di violenza sessuale, lo ha confermato un rapporto di Human Rights Watch pubblicato martedì scorso.
Molte donne vengono emarginate e completamente tagliate fuori dall'accesso ai servizi più basilari, come l'assistenza medica, oltre ad essere state ignorate dalla ricostruzione post-bellica.
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Afghanistan:2300 donne suicide ogni anno |
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Per stupri, violenze dei mariti e matrimoni forzati
KABUL - Una media di 2.300 donne si suicidano ogni anno in Afghanistan per ragioni legate alla violenza quotidiana e familiare. Faizullah Kakar, consigliere per le questioni della Salute del presidente Hamid Karzai, ha sottolineato che la maggioranza delle donne che si tolgono la vita lo fa dandosi fuoco.
Fra le ragioni che spingono le donne afghane ad uccidersi, soprattutto nell'ovest e nel nord, vi sono insicurezza, stupri, comportamento violento dei mariti, e matrimoni forzati.
Fonte: Ansa |
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Neda Agha-Soltan fu uccisa il 20 giugno del 2009, nei giorni caldi della rivolta studentesca in seguito agli esiti delle elezioni presidenziali in Iran.
Il potere aveva stabilito che dalle elezioni uscisse riconfermato il capo di Stato uscente, Ahmadinejad. La collera popolare esplose in massicce dimostrazioni nelle strade di Teheran.
Neda, dopo dodici mesi da quella pallottola che colpì il suo sterno, continua a vivere nei cuori e nelle menti del mondo, che di fronte al video amatoriale della sua atroce fucilazione piangeva, gridava, s’indignava. Nuovamente il mondo guarda e ancora una volta dovrebbe indignarsi e mille altre, per non dimenticare che l’integralismo distorce, violenta, uccide.
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Una legge contro il burqa? Una proposta da discutere |
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L'Italia potrebbe seguire presto l'esempio della Francia e proporre una legge che proibisca di indossare il velo integrale islamico nei luoghi pubblici, escludendo quindi l'uso del niqab, una cappa nera lunga fino a terra o quasi, che lascia scoperti solo mani e occhi, e il burqa, anch'esso una lunga cappa, ma di solito di color pastello, che copre persino gli occhi con una sorta di rete, talvolta completato da lunghi guanti.
Tre sono le motivazioni principali addotte per vietare niqab e burqa. È innanzitutto un'ovvia questione di pubblica sicurezza, perché è impossibile identificare chi li indossa. Neanche si può dire se sotto tutti quei metri di stoffa si celi una donna oppure un uomo. Per questo, in effetti, anche in assenza di una legge specifica, niqab e burqa in Italia sono vietati (legge 152 del 1975 e decreto Pisanu del 2005), al pari di qualsiasi altro indumento che impedisca di riconoscere una persona. Già adesso, quindi, il loro uso in pubblico è perseguibile: è sufficiente applicare le norme in vigore, escludendo l'eccezione del «giustificato motivo» in ragione dell'affiliazione religiosa. Questo chiedono in sostanza le proposte di legge presentate a ottobre dalla Lega Nord e dalla deputata del Pdl Souad Sbai.
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Nouvelles considérations sur le voile islamiques |
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Iqbal al Gharbi, Université Zeytouna Les discours islamistes dans le monde musulman ont émergé dans des contextes politiques et économiques très différents. Malgré leurs ressemblances manifestes, il serait toutefois erroné de considérer ce phénomène comme un mouvement unique et homogène. Les conflits locaux, leur médiatisation, les transformations sociales, les crises économiques, les références étrangères façonnent des mouvements islamistes polymorphes et diversifiés. Cependant, malgré ces dissemblances, les fondamentalistes musulmans sont consensuels sur deux questions étroitement liées : la quête de l’identité et le statut de la femme. |
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