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Acmid-Donna Onlus ha partecipato al progetto "Diverstià = Valore"

Approfondimenti
Uganda, le donne combattono per i diritti PDF Stampa E-mail
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Un rapporto di Human Rights Watch descrive gli abusi sessuali di cui sono vittime le donne disabili dell'Uganda del Nord - Le donne con disabilità nel nord dell'Uganda vanno incontro a episodi di violenza sessuale, lo ha confermato un rapporto di Human Rights Watch pubblicato martedì scorso.

Molte donne vengono emarginate e completamente tagliate fuori dall'accesso ai servizi più basilari, come l'assistenza medica, oltre ad essere state ignorate dalla ricostruzione post-bellica.

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Afghanistan:2300 donne suicide ogni anno PDF Stampa E-mail
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Per stupri, violenze dei mariti e matrimoni forzati

 

KABUL - Una media di 2.300 donne si suicidano ogni anno in Afghanistan per ragioni legate alla violenza quotidiana e familiare. Faizullah Kakar, consigliere per le questioni della Salute del presidente Hamid Karzai, ha sottolineato che la maggioranza delle donne che si tolgono la vita lo fa dandosi fuoco.

Fra le ragioni che spingono le donne afghane ad uccidersi, soprattutto nell'ovest e nel nord, vi sono insicurezza, stupri, comportamento violento dei mariti, e matrimoni forzati.

 

 

Fonte: Ansa
 
Neda About PDF Stampa E-mail
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Neda Agha-Soltan fu uccisa il 20 giugno del 2009, nei giorni caldi della rivolta studentesca in seguito agli esiti delle elezioni presidenziali in Iran.  

Il potere aveva stabilito che dalle elezioni uscisse riconfermato il capo di Stato uscente, Ahmadinejad. La collera popolare esplose in massicce dimostrazioni nelle strade di Teheran.

Neda, dopo dodici mesi da quella pallottola che colpì il suo sterno, continua a vivere nei cuori e nelle menti del mondo, che di fronte al video amatoriale della sua atroce fucilazione piangeva, gridava, s’indignava. Nuovamente il mondo guarda e ancora una volta dovrebbe indignarsi e mille altre, per non dimenticare che l’integralismo distorce, violenta, uccide.

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Una legge contro il burqa? Una proposta da discutere PDF Stampa E-mail
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L'Italia potrebbe seguire presto l'esempio della Francia e proporre una legge che proibisca di indossare il velo integrale islamico nei luoghi pubblici, escludendo quindi l'uso del niqab, una cappa nera lunga fino a terra o quasi, che lascia scoperti solo mani e occhi, e il burqa, anch'esso una lunga cappa, ma di solito di color pastello, che copre persino gli occhi con una sorta di rete, talvolta completato da lunghi guanti.

Tre sono le motivazioni principali addotte per vietare niqab e burqa. È innanzitutto un'ovvia questione di pubblica sicurezza, perché è impossibile identificare chi li indossa. Neanche si può dire se sotto tutti quei metri di stoffa si celi una donna oppure un uomo. Per questo, in effetti, anche in assenza di una legge specifica, niqab e burqa in Italia sono vietati (legge 152 del 1975 e decreto Pisanu del 2005), al pari di qualsiasi altro indumento che impedisca di riconoscere una persona. Già adesso, quindi, il loro uso in pubblico è perseguibile: è sufficiente applicare le norme in vigore, escludendo l'eccezione del «giustificato motivo» in ragione dell'affiliazione religiosa. Questo chiedono in sostanza le proposte di legge presentate a ottobre dalla Lega Nord e dalla deputata del Pdl Souad Sbai.

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Nouvelles considérations sur le voile islamiques PDF Stampa E-mail
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Iqbal al Gharbi, Université Zeytouna 

Les discours islamistes dans le monde musulman ont émergé dans des contextes politiques et économiques très différents. Malgré leurs ressemblances manifestes, il serait toutefois erroné de considérer ce phénomène comme un mouvement unique et homogène. Les conflits locaux,  leur médiatisation, les transformations sociales, les crises économiques, les références étrangères façonnent des mouvements islamistes polymorphes et diversifiés. Cependant, malgré ces dissemblances, les  fondamentalistes musulmans  sont consensuels sur deux questions étroitement liées : la quête de l’identité et le statut de la femme.

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Sinistra impazzita ora difendi pure il burqa PDF Stampa E-mail
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Paolo Flores d'Arcais Quos Iuppiter perdere vult, dementat prius , coloro che vuole rovinare, il Dio li fa prima impazzire. Un Dio del genere deve essere particolarmente attivo presso il centro-sinistra, se adesso vogliamo regalare al leghista Borghezio ( absit iniura verbis , per continuare col latino) e alla on. Daniela Santanchè, post-fascista, perfino l'emancipazione delle donne.

E' successo l'altra sera alla trasmissione Otto e mezzo , dove a rappresentare le ragioni della sinistra era la onorevole Paola Balducci, grazie alla quale le parole "ragioni" e "sinistra" sono annegate in un mare di virgolette. Giuliano Ferrara, ovviamente, gongolava. Perché la "sinistra" cosى "rappresentata" si è di fatto esibita in una allucinante difesa del diritto di indossare il burka, contro le pretese della cultura occidentale che, negando tale "diritto", prevaricherebbe sulla eguale dignità di una cultura "altra"
Il burka, naturalmente, vale come caso limite di ogni abbigliamento-simbolo di una condizione di inferiorità in cui segmenti non irrilevanti di culture "altre" tengono più che mai le donne.

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Poligamia: la lezione dei paesi islamici PDF Stampa E-mail
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"La poligamia è vietata. Chiunque sia legato in matrimonio e ne abbia contratto un secondo prima della dissoluzione del precedente sarà passibile di incarcerazione per un anno e di un’ammenda pari a 240.000 franchi oppure di una sola delle suddette pene anche nel caso in cui il nuovo matrimonio non sia stato contratto in maniera conforme alla legge”.

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