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ACMID-Donna ha registrato in Italia un numero allarmante di violenze fisiche e psicologiche: donne incatenate in casa, costrette all’isolamento, senza la possibilità di parlare con nessuno, né di telefonare o usare Internet; donne che non possono addirittura affacciarsi al balcone o, se viene loro permesso, sono costrette a velarsi; donne, ma anche ragazze, costrette a sposare uomini di cui non sono innamorate; mogli che subiscono matrimoni poligami. I soprusi e le violenze sfociano a volte in fatti più gravi ed eclatanti come l’omicidio. Ecco un breve elenco dei casi di cronaca più famosi: Agosto 2006: Hina Saleem, ragazza pachistana uccisa dal padre a Brescia con l’aiuto dello zio e poi sepolta nel giardino della sua casa con la testa rivolta verso La Mecca, perché si era rifiutata di sposare un ragazzo pachistano mai conosciuto, ed era innamorata di un italiano, con il quale conviveva. L’Acmid-donna aveva chiesto di costituirsi parte civile al processo, ma si è vista rifiutare la richiesta. Aprile 2007: Fatima, 11enne di Faenza, picchiata violentemente dal padre marocchino con la scopa tutte le volte che, tra le mura di casa, la interrogava sul testo sacro islamico, perché non riusciva ad imparare a memoria alcuni versi del Corano. Aprile 2007: Fatima, 24enne marocchina residente ad Aosta, sgozzata dal marito, dopo una lunga storia di percosse e litigi. Settembre 2007: una 20enne marocchina a Genova segregata per tre anni nella camera da letto, continuamente terrorizzata e percossa dal marito con calci e pugni. Giugno 2008: serie di violenze e stupri ai danni di donne marocchine, anche da parte di cittadini italiani: dalla triste storia di violenza di una 13enne marocchina da parte di un pedofilo italiano 33enne, alla tragedia di una donna afghana residente a Macerata, percossa più volte dal marito perché non portava il velo in casa. Queste sono tristi storie esemplari per raccontare vicende di abusi e violenze subite giornalmente e passate sotto silenzio. A margine di tanti altri episodi di violenze psicologiche, stalking, minacce di morte, di rapimento dei figli, di confisca di ogni bene, di ripudio, di abbandono. |