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“Il Sogno Infranto” (A. Curcio Editore)
Con Souad Sbai, fra multiculturalismo e fondamentalismo
Redazione Italiaglobale.it
Un volume agile, tagliente e dai tratti spesso simili ad un romanzo. Queste le parole che meglio potrebbero descrivere il nuvo libro di Souad Sbai, parlamentare italo-marocchina del Pdl, che con la Armando Curcio Editore ha iniziato un sodalizio di successo.
Dal multiculturalismo, oggetto anche dell’opera prima della Sbai “L’inganno”, che si è rivelato in questo senso profetico, si passa al relativismo culturale europeo e alla profonda e inarrestabile penetrazione del radicalismo islamico di matrice estremista, nelle sue forme e modalità più disparate, a partire ovviamente da quello che viene definito “estremismo in doppiopetto”.
Sullo sfondo le storie delle donne che hanno perso la vita o la propria umanità per mano dell’estremismo militante in Italia e in Europa, con ritratti e racconti di storie recentissime, come quella di Nosheen Butt o Rachida Radi, uccisa dal marito a martellate in quel di Brescello, perchè sostanzialmente convertita nell’anima al cristianesimo oppure di un recente passato, come Sanaa Dafani e Hina Saleem.
Souad Sbai
Ovvio che la grande cornice interpretativa di tutto ciò non potesse non essere la primavera araba, che Sbai non esita a definire “vittoria dell’estremismo”, soffocato per decenni dai raìs che in esso vedevano il rovesciamento dell’ordine costituito e l’inizio di un ritorno indietro ad un passato buio e dalle tinte medievali per tutto il mondo arabo.
La passione per la libertà, il sapore amaro e spesso acido di queste “pseudo-primavere”, porta Souad Sbai a compiere un percorso che va da Tunisi, laddove Sidi Bouzid fu l’inizio di tutto, passando per Piazza Tahrir e Sirte, con l’assassinio di Muammar Gheddafi e del figlio Mo’tassim, per finire a Rabat, con la vittoria di Benkirane, leader del partito islamista Pjd.
Da qui al senso che in Europa queste rivoluzioni hanno espresso, il passo è assai breve ma non meno denso di significati e simbolismi, atti a concorrere alla formazione di un pensiero libero strutturato, ma osteggiato in vari strati della società civile e politica.
La domanda che l’autrice si pone, al fondo del libro, è: “Chi c’è dietro la primavera araba? Perchè non si vuol comprendere che è solo l’inizio della scalata all’Europa dal ventre molle?” |